| FIRMS - Parte 2 |
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| Written by Administrator |
| Friday, 27 July 2007 15:38 |
Open Source: utopia o realtà?
Fabrizio Martelli
Da http://it.wikipedia.org/wiki/Open_source : "In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione. L'open source ha ovviamente tratto grande beneficio da internet. Alla filosofia del movimento Open Source si ispira il movimento Open content: in questo caso ad essere liberamente disponibile non è il codice sorgente di un programma ma contenuti editoriali quali testi, immagini, video e musica."
Può questo tipo di software essere utilizzato in azienda? Può questo portare benefici economici?
Si. Ora è possibile utilizzare software Open Source in azienda, portare benifici pratici legati all'utilizzo e sopratutto può anche portare benefici economici.
I prodotti sono ora maturi per un uso professionale, anche se sviluppati seguendo la filosofia Open Source.
Aziende di software di una certa rilevanza hanno investito risorse (economiche e "intelligentia") su progetti che ritenevano importanti ed ora sono disponibili prodotti open source che sono stati realizzati con l'apporto di team di sviluppo di queste aziende, a disposizione di tutti.
Un esempio su tutti: Open Office. Da http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Office:
"OpenOffice.org (il suffisso .org è stato inserito a causa di una disputa sul marchio) è una suite di software libero e può essere classificato come software di produttività personale. È basato sul codice della versione 5.2 di StarOffice, che dopo l'acquisizione da parte di Sun Microsystems è stato rilasciato con licenza libera. Più precisamente, il codice è soggetto alla licenza LGPL (la licenza SISSL, precedentemente usata in abbinamento, è stata abbandonata da Sun). La clausola esplicita presente nella licenza LGPL consente all'utente di rilicenziare il prodotto sotto licenza GPL. L'abbreviazione "ufficiale" è OOo. Il progetto ha come obiettivi quelli di fornire a tutti gli utenti un ottimo prodotto libero che possa competere con i prodotti commerciali attualmente dominanti in questo settore. Ha la caratteristica di essere compatibile con i formati di file di Microsoft Office, ma dispone anche di formati nativi basati su XML che, grazie all'utilizzo di un algoritmo di compressione (si tratta dell'LZW, lo stesso dei file "ZIP"), hanno dimensioni notevolmente ridotte rispetto alla concorrenza. Sono supportate ufficialmente versioni per GNU/Linux, Microsoft Windows, Solaris e Mac OS X (la versione attuale su Mac OS richiede l'uso di X11), ma è possibile installarlo anche su altri sistemi operativi. È disponibile in circa 70 versioni linguistiche ufficiali, a cui si aggiungono progetti di localizzazione "regionali" come la traduzione nei dialetti della lingua zulu sponsorizzata dal governo sudafricano. L'ultima versione rilasciata è la 2.2.0 (pubblicata il 28 marzo 2007) che include:
Nelle prime versioni si era pensato di configurare OpenOffice.org per collegarsi con database come postgreSQL o mySQL, avendo in questo modo a disposizione le prestazioni e le potenzialità di un vero database. Dalla versione 2.0 c'è a disposizione una gestione diretta di una base di dati e un'interfaccia utente più versatile simile a quella utilizzata da Microsoft Office. Progetti aggiuntivi e paralleli di OpenOffice.org riguardano la stesura della documentazione, la localizzazione e la programmazione dell'infrastruttura sulla quali sono costruiti i vari moduli della suite. Esiste anche un progetto che ha come obiettivo quello di creare un archivio comune delle macro." Questo strumento esiste sia su piattaforma Windows sia su piattaforma Linux e su quest'ultima l'utente può scegliere tra diversi sistemi grafici (l'interfaccia verso l'utente) tra cui i più "semplici" da utilizzare sono KDE e Gnome che permettono quindi per un vastissimo numero di "utilizzatori" la migrazione verso Linux e l'abbandono di un sistema operativo "proprietario". Le argomentazioni ora possono anche diventare "filosofiche" ma ora è possibile per qualsiasi utente di Personal Computer sciegliere l'utilizzo di Linux e del software libero, mantenedo le stesse funzionalità a cui sono abituati. Tutto un altro discorso vale per i computer che svolgono un lavoro più importante quali "file server", "mail server", "web server", "firewall" e per i quali le caratteristiche di Linux si adattano alla perfezione. Una qualsiasi distribuzione Linux (Suse, RedHat, Mandriva, Ubuntu ... ) di per se include software "server" senza limitazioni di licenze per utenti e decisamente performanti rispetto a software proprietari su hardware identici. La scalabilità è solo ed esclusivamente una questione hardware, dato che pressochè tutti i software non hanno limitazioni per numero di licenze o client connessi (es.: un server di posta elettronica). E in conclusione per tornare al titolo, ora è realtà ed è possibile utilizzare efficacemente software open source in azienda. Fatevi aiutare da aziende competenti a identificare come poter sfruttare software Open Source nella vostra azienda.
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| Last Updated ( Wednesday, 04 March 2009 10:32 ) |